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martedì 3 gennaio 2012

VAMPIRI ENERGETICI. Egregore. Parassiti.

Non ti lasceranno due forellini sul collo. Non succhieranno il tuo sangue. Non si placheranno neanche con un ipotetico True Blood. I non morti moderni sono dei non vivi, disperatamente bisognosi del prossimo per poter andare avanti. Lo psicologo Albert.J.Bernstein ha definito i vampiri emotivi come persone che si nutrono dell’energia vitale del prossimo fino a prosciugarlo, lasciandolo ai confini della depressione. Non mollano la loro preda, la blandiscono, la circuiscono, la seducono giocando sul suo senso di protezione, sulla sua voglia di fare del bene e di aiutare il prossimo, la catturano facendo leva sulla sua pietà, sul buon cuore. Perennemente bisognosi di aiuto fanno strage delle sue energie positive, della sua voglia di fare, si appoggiano a peso morto, succhiando finché ce n’è e senza mai dare niente in cambio.



E non devono neanche aspettare che cali la notte. Questi esemplari di Nosferatu si aggirano sereni (o apparentemente tali!) per le strade e sono difficilmente individuabili se non dopo che hanno fatto strage del nostro sorriso. Sono donne o uomini, amiche, amici o, ancor peggio, fidanzati. La soluzione, triste ma funzionale, è riconoscerli e liberarsene prima che il legame con loro diventi indissolubile e i sentimenti non consentano un’analisi lucida della faccenda. 


Per cacciarli via, però, non basteranno affatto un crocifisso o una treccia d’aglio. Ci vorrà tenacia perché loro faranno leva sul senso di colpa, sulla delusione e sul dolore che proveranno, tenteranno di estirpare anche le radici dei caratteri più forti, tentando direttamente di insinuare in essi il loro punto di vista.


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Occorre sottrarsi a tutto questo. Un sano atto di egoismo, rapido ed efficiente. Per la serie: “Dov’eri tu quando avevo bisogno di te?”. Se si viene lasciati soli nel momento del bisogno si ha il diritto di sottrarsi a coloro che chiedono sempre, ogni giorno, che necessitano di cure per ogni cosa, in ogni momento. Certo, se avessero canini aguzzi, lunghi mantelli e castelli in Transilvania sarebbe tutto molto più semplice, ma il senso di vuoto e di angoscia che certe persone lasciano come una scia è lo stesso un segnale inequivocabile. Ricordatevi: i vampiri hanno bisogno di un invito per entrare.

( Valeria Roscioni – Nexta)


Le “sei tesi del vampirismo affettivo”
1) Io mi sento una nullità e per questo mi odio; 
2) io voglio allentare la tensione della mia condizione dominando su qualcuno; 
3) tu mi vuoi bene e non puoi vivere senza il mio affetto; 
4) se ti presterai ad accettare il mio dominio, avrai il mio affetto; se non lo farai, non solo ti negherò l’affetto, ma ti renderò la vita impossibile; 
5) le modalità di accettazione del mio dominio consistono nella venerazione dei miei difetti e nella mitizzazione della mia personalità; 
6) ora conosci la mia legge: vedi di comportarti di conseguenza. 





Affrontare il Vampiro

Il Vampiro va affrontato. Fa tanta paura, ma va affrontato. Può far paura perché è prepotente o perché è ottuso o perché ci trasmette un tale senso di pietà che temiamo di sentirlo gridare di dolore come una belva ferita, e allora preferiamo dargli il nostro sangue. E invece va messo di fronte a se stesso ed eventualmente aiutato a riparare al male che ha fatto. Non dobbiamo temerlo, perché ha tanti punti deboli. Anzi, si può dire che è tutto un punto debole, sebbene non faccia altro che ostentare il suo potere. Il primo dei suoi punti deboli consiste nel vivere nel mito di se stesso: rimprovera agli altri la loro scarsa aderenza alla realtà e poi, invece, cede in continuazione ai voli illusori della retorica di sé e del suo potere. Un Vampiro è sempre anche un mito, ma un mito falso, un mito senza fondamenta. E poiché dietro un falso mito si nasconde sempre una vergogna, non bisogna né temerlo né tantomeno assecondarlo, ma semplicemente inseguirlo, raggiungerlo e metterlo di fronte a se stesso, di fronte a uno specchio in cui lui (come i Vampiri della tradizione, che nello specchio non si riflettono) possa vedere riflesso il suo Nulla.


Come avviene il ‘contatto vampirico’?
Se fossimo in grado di rivedere fotogramma per fotogramma le scene che ci hanno visti condividere anche un breve lasso di tempo, ci accorgeremmo che la perdita di energia non dipende soltanto da ‘qualcosa di negativo’ che il Vampiro porta in sé, ma da una serie di suoi piccoli atti di malignità, o di provocazione, o di maleducazione, o di semplice mancanza di gentilezza, come non rispondere a una nostra domanda o lasciar cadere nel vuoto una nostra osservazione o non ricambiare un sorriso. Atti che sono pieni di sostanza negativa, ma che, se denunciati, si svuotano di quella sostanza e diventano semplici mancanze di forma. Così noi, se ci siamo offesi, vuol dire che siamo formali, mentre lui, che è pratico e va al sodo, è una persona di sostanza. 
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Con un Vampiro si può condividere lo spazio, o un’attività, ma non uno stato d’animo. Gli esseri umani, anche in situazioni di non particolare confidenza, di contatto superficiale, hanno bisogno di condividere uno stato d’animo, di essere anche superficialmente accettati e di accettare le persone che hanno di fronte, scambiandosi una comunicazione che, per quanto convenzionale, è comunque umana. Il Vampiro, invece, non scambia nulla e non accetta trasmissioni di stati d’animo. Una persona abituata al contatto umano, dunque, davanti a un Vampiro non potrà che sentirsi in imbarazzo.
Ciò che più profondamente ci imbarazza è la sensazione che a quella persona non interessi nulla di noi, che abbia un suo fine personale da perseguire e che, anche se noi rientriamo in qualche modo nei suoi programmi, vi rientriamo in qualità di oggetti, non di persone.
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I genitori-Vampiri
La più vigliacca delle aggressioni vampiriche è quella contro i bambini. L’aggressione contro gli innocenti si riconosce facilmente: il genitore-Vampiro, infatti, tende sempre a fare in modo che i bambini non si ‘allarghino troppo’, che non si illudano di essere troppo importanti, insomma vuole ridurli all’impotenza, trattandoli come se fossero degli idioti irrecuperabili, non degli esseri umani che si stanno evolvendo. Li umilia, li impaurisce e li fa sentire colpevoli di essere come sono: in sostanza, colpevoli di esistere. E loro cominciano a diventare ‘strani’, e più diventano strani più il genitore-Vampiro li mette di fronte alla loro stranezza, convincendoli che sono ‘oggettivamente’ strani. Allora cominciano ad ammalarsi di tante piccole, ‘strane’ malattie: leggeri disturbi, nuove ‘stranezze’, insomma. Creano tanti problemi, insomma. A quel punto, il genitore-Vampiro diventa ‘giustamente’ più duro, più severo; cerca di trasmettere loro il messaggio che, se continuano così, saranno solo un peso, altro che la gioia di mamma e papà. E allora loro si ‘vendicano’ stando sempre peggio, psicologicamente, ma talvolta anche fisicamente, in una spirale dalla quale potrebbero non uscire più. 
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L’uso vampirico della dipendenza affettiva 
- Si diventa Vampiri perché si ha paura che le proprie lacune umane e psicologiche vengano scoperte. E chi, più di qualcuno che ci vuole bene e che magari ci vive accanto, ha la possibilità di scoprirle? Ed ecco attivarsi tutti i sistemi di difesa possibili per difendere i propri difetti e trasformarli, con un’azione che ricorda la magia nera, in qualità straordinarie, leggendarie, quasi sovrumane. Le caratteristiche più negative, più pesanti, più appuntite di una personalità divengono magicamente attributi da ammirare e venerare, perché confluiscono in un tutt’uno mitico, quasi divino. Il turpiloquio, la prepotenza, l’ottusità, la più spietata pressione psicologica, persino la violenza fisica diventano una parte accettabile, buona della quotidianità, quando si abbraccia questa sorta di culto della personalità. Spesso, purtroppo, non c’è alternativa. Gli esseri umani hanno bisogno d’affetto, e si accontentano anche delle briciole, se necessario. A volte sono obbligati ad accontentarsi di un cibo affettivo avvelenato dalla frustrazione, dall’infelicità, dalla violenza. Ma è pur sempre un cibo.

(ESTRATTI DA VARIE FONTI WEB)



"Nella Tradizione esiste un termine specifico di cui molti non conoscono il significato: Egregora. Cosa sono le Egregore? Si tratta di “insiemi energetici” frutto della fecalizzazione del pensiero e della volontà di una o più persone, che col tempo finiscono per avere vita propria. Più il tempo passa e più l’eggregora è forte, essendo il frutto di una fecalizzata attività psichica conscia o inconscia. Chiarirò bene questo concetto. Mi sono domandato varie volte come è possibile che la gente si lasci “mangiare” energeticamente, senza mai reagire, da gruppi, organizzazioni, enti, squadre di calcio, partiti politici, sette, religioni, ecc. C’è un’unica risposta:l’ignoranza!

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Dovete sapere che i meccanismi sfruttati da questi enti sono diabolici e servono per inglobare le energie di tutti i loro affiliati. Come ci riescono?
Le organizzazioni di qualsiasi tipo, quando vengono fondate, cercano come prima cosa un simbolo o un logo che le rappresenti. Ad esempio, l’organizzazione calcistica della Roma ha come simbolo la testa di lupa, mentre quella della Lazio ha l’aquila. In ambito religioso i cattolici posseggono croci e madonne, gli ebrei la stella a sei punte, etc. Lo stesso avviene anche in ambito politico dove in passato i comunisti hanno adottato la falce e il martello e i nazisti la svastica. Sino agli attuali quercia, ulivo, tricolori, margherite e così via all’infinito. Come seconda cosa vengono scelti i colori, perché essi assorbono le vibrazioni dei pianeti da loro rappresentati, aiutando con le loro forze la realizzazione del progetto originario. Ad esempio, i comunisti russi erano sotto Marte, dio della guerra, il cui colore è il rosso, il cui simbolo è il martello e il cui metallo è il ferro.
 Il martello è anche il simbolo di Thor, dio nordico della guerra, che può essere equiparato al dio Marte, da cui deriva Marte-llo, mentre la falce rappresentava la Luna, che con un P°’ di acqua “frenava” i suoi bollori. Possiamo passare a un esempio più vicino a noi, la religione cattolica: il suo simbolo principale è la Croce, che ho spiegato in passato, rappresenta i quattro elementi con il quinto nel fulcro centrale. In questo contesto entrano le immagini dei santi, delle Madonne e i molti altri simboli impiegati per catturare nella rete chi ignora. Perché tutto questo serve creare un Egregore.
Praticamente ogni gruppo di persone sotto qualunque simbolo crea un’Egregora. Dunque, cosa è un Egregore?
Non è altro che un’entità energetica intelligente sviluppatasi da un raggruppamento di persone con le medesime idee e serve per il bene o per il male e può crescere fino a diventare universale, immenso.
La maggioranza delle organizzazioni quando mette in essere questi meccanismi ignora tutto ciò, ma la Egregore viene comunque generata.
Quante volte si è sentito il nostro vicino dire: faccio parte di questo gruppo, appartengo a quest’altro gruppo, sono socio di… sono di sinistra o di destra, sono cattolico, sono ebreo o musulmano ecc. Qualunque sia il gruppo di appartenenza, quando una persona dichiara di farne parte non è più una persona libera, bensì prigioniera di una rete, con le sue regole, doveri, obblighi e costrizioni. Un giovane tifoso, ad esempio, che segue la squadra del suo cuore, non ha nulla di strano, di malvagio, ma alla fine della partita si sentirà scarico e ciò gli durerà una settimana più o meno, in quanto ha usato i suoi “fuochi interiori” mettendoli a disposizione dell’Egregore della squadra, indipendentemente dal fatto che essa abbia vinto o perso. Questo perché l’energia, la sua energia, è stata “mangiata”.
A volte a causa dell’Egregora si possono avere reazioni negative in quanto le Egregore possono essere positive o negative. Basti vedere cosa è stata capace di fare la nostra religione nel Medioevo, usando l’energia negativa della propria Egregora. Vi invito a osservare dei manifestanti di qualsiasi gruppo politico che si accingono a manifestare. Giorni prima iniziano i “riti” di preparazione, riunioni fra i diversi sottocapi, durante le quali si creano slogan e frasi che possano colpire il pubblico (mantra di potere) e che alcuni di questi scriveranno su grandi teli per essere usati come bandiere.
Così tutti, inquadrati e presi nella rete dell’Egregora come un esercito, sono pronti a manifestare e allora avviene che tutti i partecipanti perdono l’individualità e il tutto si trasforma in un unico essere, il “serpentone”. Si tratta di un’unica e sola mente che dirige il tutto: l’Egregora! E chi assorbe tutta quest’energia è colui che possiede la chiave di ingresso nella “rete”. Così un essere pensante, un individuo, si converte in massa e può essere manipolato a volontà. Scompare, diventando una cellula acefala e al servizio dell’Egregora.
Quest’Egregora è la somma di tutti i componenti con le loro idee e diviene un ente vivo e intelligente che agisce sulla vita di ogni affiliato vampirizzandolo energeticamente, fino a quando questi non prende coscienza e si libera definitivamente.
I più grandi specialisti nella creazione di queste mega-egregore sono soprattutto le grandi religioni. La stessa parola significa ri-legare o legare alla rete, e quando ciò accade non possiamo opporci perché vuoi dire che siamo completamente senza coscienza. Così, fin dai primi giorni di vita, siamo inseriti nella grandissima, mondiale rete di una religione che ci educa di conseguenza, con i suoi catechismi, riti, inni, canti, gesti, simboli, talismani e amuleti (reliquie), e ogni tipo di doveri, così che per uscirne definitivamente occorre un’impresa formidabile come le fatiche di Èrcole. E’ come essere in un carcere a vita e, volente o nolente, si è legati alla rete. Così da neonato e fino alla fine della vita ti assorbono e continuano a vampirizzarti le migliori energie legate ai sentimenti.
Essere nella rete in-attivo è come essere una TV spenta cui resta accesa solo la “spia”.
Così per attivarti basta fare il segno della Croce e tutte le preghiere vanno a gonfiare l’Egregora. Alla fine la Croce ti rispegne, facendoti rimanere nella rete. In effetti, con i diversi riti, comunione, cresima, matrimonio, si viene inseriti nei cerchi più interni dell’Egregora e se al momento della morte viene somministrata l’estrema unzione, allora ti legano anche per la prossima vita.
E chiaro che avere una fede, o condividere idee politiche, sportive o altro non comporta nulla di negativo, sempre che si abbia coscienza di quello che si fa. Importante è non appartenere, essere affiliato o far parte di qualche Egregora che potrebbe vampirizzare le proprie energie. Attualmente, facendo un calcolo approssimativo, abbiamo un 99% dell’umanità che vive “prigioniera” di qualche Egregora e ne porta con orgoglio all’occhiello il segno, per affermare che fa parte della Rete. Invece, l’uomo che ragiona, che possiede una coscienza sveglia, partecipa a tutto di sua volontà, senza appartenere a nulla, è un uomo libero e appartiene solo a sé stesso e all’umanità. E’ un libero pensatore, è un iniziato, è un maestro di vita.
(tratto da http://www.menphis75.com/egregore.htm)


Considerazioni sulla Coscienza Collettiva o Eggregoro
La tradizione iniziatica di tutti i tempi ha lavorato incessantemente per lo sviluppo dell’intuizione collettiva, soprattutto nel secondo grado.
E coloro che si sono adoperati per tale sviluppo spesso si sono trovati a “sentire” diversamente la realtà e quindi anche a “prevedere” grandi sconvolgimenti, positivi o negativi, vicini o lontani.
Questo perché avevano imparato a leggere la coscienza collettiva o eggregoro dell’umanità come fosse uno spartito musicale, sentendo sulla pelle le “parole silenti” dell’intuizione.
Ma tali profeti sono stati inascoltati, derisi, considerati folli e improbabili. Poi se anche l’evento preannunciato si verificava era ormai tardi per riconoscere la validità dell’ammonimento e correre ai ripari. E la catastrofe aveva luogo.
Cassandra, profetessa troiana, figlia di Priamo: predisse la sventura di Troia ma nessuno le credette e quando la Città cadde divenne il simbolo dei profeti inascoltati.
Oggi il desiderio di interloquire con quest’anima di gruppo o coscienza collettiva ha portato l’Università Americana a studiare tali situazioni.
Anche attraverso i computer che prima di qualche “evento particolare” possono registrare dei “mutamenti” nei loro sistemi come se sentissero anticipatamente ciò che sta per avvenire. Un’ immagine del film “2001 Odissea nello Spazio” di S. Kubrick, in cui l’astronauta sabota la memoria “sensibile” del computer di bordo.
Vediamo ora che cos’è un eggregoro per un iniziato ai misteri ermetici:
un eggregoro è la somma delle idee, delle parole e delle azioni di tutti gli uomini della Terra che creano nei piani sottili o astrali un “ente intelligente” che agisce sugli avvenimenti, sull’ambiente, sul clima e soprattutto sullo stato di coscienza delle stesse persone che lo hanno creato.
Tutti noi, come umanità, ci muoviamo, viviamo e respiriamo in un’atmosfera vibrazionale creata da noi stessi.
Giorno dopo giorno essa viene da noi “caricata”, “sparata” nei piani sottili dopo di che essa ci ritorna potenziata, mossa, amplificata e con la stessa qualità che aveva in origine.
Tenterò di essere più chiaro dando alcuni esempi.
Dirò come tutto il male del mondo che ci attanaglia sia causato da noi uomini, a partire dai cambiamenti climatici fino ad arrivare ai comportamenti umani, alle guerre, alle malattie e a tutto ciò che accade in questo mondo.
L’Uragano Kathrina: uno degli esempi degli sconvolgimenti climatici.
E’ solo colpa nostra. Della nostra cecità, della nostra ignoranza sempre più alimentata dall’atteggiamento isterico dei mass-media, che in ogni momento ci ripropongono compiaciuti tutto ciò che di peggio ci può essere, ai quali non sappiamo ribellarci e di cui siamo schiavi, proprio perché ce ne alimentiamo.
Un detto spagnolo dice: “Quando il fiume è agitato l’unico a guadagnarci è il pescatore”.

Ecco gli esempi:

1. Già da quando nasciamo tutto ciò che ci viene insegnato è basato sulla dualità “bene-male”. Nasciamo portatori di un “peccato originale” dal quale è ora di prendere “una sana distanza” poiché è un’assurdità. Che peccato può avere un bimbo appena nato?

2. Crescendo la famiglia ci “trasmette” tutto di sé: credenze e valori errati, dolore, sensi di colpa di ogni tipo, complessi. Tutte cose di cui non è facile liberarsi ma che non ci appartengono. Sono le nostre prime grandi palle al piede.

3. Poi a scuola l’insegnamento spesso è incoerente e disordinato. O troppe informazioni o troppo poche. Gli insegnanti demotivati, i programmi che variano in continuazione a seconda degli umori sociali del momento. E i ragazzi continuano a crescere senza una guida. Come diceva il grande Averroè : “Un asino carico di libri è sempre un asino. Ci vuole altro per essere un vero educatore.”

Il filosofo arabo Averroè

4. E torniamo alle notizie dei mass media. Giornali e Tv fanno a gara a chi ha più il gusto dell’orrido. Ovunque si vedono morti ammazzati, sezionati, vilipesi. Ovunque si parla di armi e del loro funzionamento. Stragi, storie di degenerati, infanticidi, parricidi, vizi di ogni tipo. Tutto fa notizia e più la notizia è forte più merita di essere “pubblicizzata”. Poco importa che sia all’ora di pranzo o cena, poco importa che ci siano anche dei bambini a “guardare”. E questi bambini crescono in una “abitudine alla violenza” che può far perdere loro i parametri della normalità. Al punto che seviziare un compagno di classe può diventare divertente.

5. E come se non bastasse coloro che dovrebbero rappresentarci nella figura dello Stato sono i “peggiori di noi”. La classe politica che dovrebbe dare l’esempio invece eccelle in povertà d’animo e arrivismo. Nessuno pensa che si dovrebbe lavorare insieme per un corpo unico: l’Italia. Destra, sinistra, centro ormai sono solo parole. Lo Stato viene sempre più percepito come un nemico. E noi ci disgreghiamo come popolo, non sentendoci più parte di niente. Del resto, come può funzionare un corpo se una mano si oppone continuamente all’operato dell’altra?
E potrei andare avanti ma mi fermo qui. Anche perché voglio arrivare al nocciolo della questione.



L’11 settembre: un episodio che ha inciso notevolmente sulla coscienza collettiva

Questa spazzatura chiamata “normalità”, che nutre come fosse un “pane quotidiano”, nel mentale di ogni individuo provoca una reazione emotiva (azione nel sangue) con una frequenza vibrazionale tale da trasmettere l’intero “carico” alla coscienza collettiva o eggregoro.
Che ce la ridarà indietro, potenziata, in forma di sconvolgimenti atmosferici, dolore, malattie fisiche e mentali, guerre, disaccordi tra popoli, razze e religioni.
Più noi produciamo questa risposta emotiva violenta più l’eggregoro ce la traduce in manifestazioni del concetto di male avvelenando noi e i nostri figli.
E l’uomo che fa? Invece di rendersi conto di questo se la prende con Dio, addossandogli la colpa di ogni sciagura.
E invece Dio, non c’entra nulla.
Tutto ha sempre e solo a che fare con noi.
Come carnefici e insieme vittime, siamo invischiati nella legge del Karma, della causa-effetto, e non troviamo il modo per interrompere il ciclo.
Così nel tempo si è venuto a creare un grande squilibrio tra il “bene e il male” a vantaggio del secondo. Manifesto per il giorno della memoria in ricordo dell’Olocausto.
Dobbiamo renderci conto del fatto che siamo fautori dei nostri stessi malanni.
Dobbiamo dissociarci da tutto ciò e tutti coloro che ci hanno guidato verso questo baratro.
Forse è ancora possibile riprogrammare la nostra coscienza collettiva con un altro “carico”.
Quello portatore di positività, pace, giustizia, verità, amicizia e soprattutto amore incondizionato.
Ricordatevi che ogni volta che parlate di eventi tragici date loro nuova forza, rifate vivere il dramma che tramite voi si esplicherà in qualche cosa di funesto, anche di molto più funesto della prima volta che si è manifestato.
Noi tutti dobbiamo imparare a distaccarci dagli eventi negativi passati e presenti. Così che chi continuerà a crearli, non trovando su chi scaricarli, ne verrà distrutto, affogando nel male da lui generato.
La nostra coscienza collettiva ne guadagnerà in luce e tutta l’umanità ne verrà rischiarata.
(di Alfredo Di Prinzio) 

PARASSITI SOTTILI
Non è un caso che in questo periodo di crisi e di tribolazioni interiori sempre più persone siano attratte da meditazione, yoga e terapie energetiche.
Ma fino a che punto la coscienza umana è disposta a vedere la realtà per quella che è, ad ammettere l’esistenza di cose che fino a ieri potevano rientrare solo nella categoria della fantascienza?
Potrà sembrar banale parlare di Chakra, ma in questi punti energetici si nasconde un grande potenziale…potenziale che però non può essere sviluppato con quelle tecniche elencate prima. Quelle tecniche vi aiuteranno a raggiungere una illusoria forma di benessere (secondo la vostra visione di benessere).
Una persona se è in grado di fermarsi un’attimo ad osservare tutto quello che accade ogni giorno, forse arriverà a quella conclusione che gli avvenimenti siano totalmente illogici, privi di senso. In questa grande assurdità si evidenza il male…che può dominare la materia, i pensieri. Non è certo, probabilmente anche le Anime. Ma questo dipende da noi, noi possiamo contrastare tutto questo. Come individui creati da Dio è nostro dovere dare un taglio netto al parassita, al vampiro che si nutre di noi.

7 chakra, 7 intrusioni quindi che danno libero accesso al vampirismo:
1 chakra: SESSO (abuso alla procreazione, vampirismo alla forza vitale)
2 chakra: EMOZIONI (per esempio rabbia, paura)
3 chakra: EGO (volontà negativa, potere, dipendenze)
4 chakra: AMORE (chiusura e durezza verso il prossimo)
5 chakra: VERBO (verbo di bassa frequenza, suoni/parole distruttive)
6 chakra: SESTO SENSO (apertura per il mondo invisibile, false visioni e channelling)
7 chakra: INTELLIGENZA (divina-creatrice, demoniaca-distruttiva)
La nostra coscienza va pari passo con i centri energetici, come la sorgente che si realizza nell’oceano, essa è libera quando fluisce.


Reality Transurfing, Vol. 1 – Estratti del 2° Capitolo 

(I Pendoli )


                    

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Gruppi di persone che pensano in una stessa direzione creano delle strutture energetiche d’informazione, i pendoli. Queste strutture incominciano a evolversi autonomamente sottomettendo gli individui alle loro leggi. Le persone non si rendono conto di agire involontariamente negli interessi dei pendoli.


I PENDOLI DISTRUTTIVI

Fin dall’infanzia ci hanno insegnato a sottometterci alla volontà altrui, a fare il nostro dovere, a servire la patria, la famiglia, il partito politico, l’azienda, lo stato, l’idea… Servire tutti e solo in ultima istanza noi stessi [...] Tutte queste strutture nascono e si sviluppano allorché un singolo gruppo di individui incomincia a pensare e ad agire in una stessa direzione [...] La struttura prende vita quando i pensieri di un gruppo di individui vanno in una stessa direzione e di conseguenza i parametri di energia mentale di ognuno sono identici. L’energia del pensiero dei singoli individui si fonde in un unico flusso. [...] Questa struttura comincia a vivere di vita propria e ad assoggettare alle sue leggi gli individui responsabili della sua creazione.

[...]

Perché un pendolo?

Perché oscilla con frequenza tanto più forte quanto maggiore è il numero degli individui, dei sostenitori, che lo nutrono della loro energia. Ogni pendolo ha la sua frequenza tipica di oscillazione… Questa frequenza si chiama risonanza.

Se il numero di sostenitori del pendolo viene meno, le sue oscillazioni si smorzano.

Quando non rimangono più sostenitori, il pendolo si ferma e muore come entità.


[...]

Qualsiasi essere vivente – rappresentando un’unità energetica – è di per sé un pendolo elementare in grado di emettere energia mentale in una precisa direzione… Quando un gruppo di simili unità di pendoli incomincia a oscillare all’unisono prende vita un pendolo di gruppo. Esso si erige sopra i suoi sostenitori come una sovrastruttura, esiste come struttura singola ed indipendente e fissa un insieme di regole finalizzate a tenere insieme i membri già esistenti e ad accattivarne di nuovi. I suoi membri non si accorgono di agire secondo le leggi del pendolo e non di propria volontà.

[...]

Persino un individuo preso singolarmente, rappresentando di per sé un pendolo, non si rende sempre conto delle motivazioni che lo spingono ad agire in un determinato modo. Basti pensare ai vampiri energetici.

Ogni pendolo è per sua natura distruttivo, giacché sottrae energia ai suoi membri e li sottopone al propri potere. Il carattere distruttivo del pendolo si manifesta nella sua totale indifferenza al destino di ogni singolo membro. L’obiettivo del pendolo è solo uno: ricevere l’energia del membro… L’individuo che subisce l’influenza del sistema è costretto a costruire la sua vita in conformità alle leggi imposte dal sistema, diversamente rischia di finire stritolato ed espulso. Per questo motivo chi si trova a subire la pressione di un pendolo distruttivo può rovinarsi con estrema facilità l’intera esistenza. Sfuggirne indenni è di solito molto difficile.

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State attenti a queste strutture energetiche!
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[...] Il pendolo utilizza metodi sofisticati per l’adescamento di nuovi seguaci, riuscendo ad attirarli come mosche al miele. Quante volte le persone, facendosi allettare dalle trovate pubblicitarie dei pendoli, si sono allontanate dalla felicità che avevano sotto il naso! Vanno a fare il servizio militare e muoiono; affrontano studi e imparano una professione che non è la loro; trovano un lavoro estraneo alla loro personalità, purtuttavia di prestigio, e affondano in un mare di guai; legano la propria vita a una persona che non è quella giusta e poi soffrono. L’attività del pendolo porta spesso alla distruzione dei destini dei suoi membri, per quanto esso cerchi di mascherare le sue motivazioni sotto sembianze virtuose.

Il rischio più grave per un individuo che subisce la pressione di un pendolo distruttivo sta nel fatto che quest’ultimo fa deviare la sua vittima da quelle linee della vita dove egli avrebbe potuto trovare la sua fortuna.Sottolineiamo di seguito i suoi tratti distintivi:

- Il pendolo si nutre dell’energia dei suoi membri sostenitori e grazie a essa incrementa la propria frequenza di oscillazione.

- Il pendolo mira ad attirare a sé quanti più seguaci possibile per ricevere quanta più energia possibile.

- Il pendolo contrappone intenzionalmente il proprio gruppo (secondo la logica: noi siamo buoni, gli altri sono diversi, sono cattivi).

- Il pendolo lancia accuse aggressive contro chi non è riuscito a reclutare, e cerca in tutti i modi di attirare i renitenti dalla sua parte, o di neutralizzarli, o di rimuoverli.

- Il pendolo seduce con maschere benevole, si scherma di fini nobili, gioca con i sentimenti degli individui al fine di giustificare il proprio operato e accattivarsi quanti più sostenitori possibile…

[...] Il pendolo si riconosce facilmente da un altro tratto distintivo: esso si trova sempre in stato di rivalità con i suoi simili per conquistarsi la simpatia degli individui. Lo scopo del pendolo è solo uno: fare più proseliti possibile per ricavarne quanta più energia possibile…

Si può obiettare, purtuttavia, che esistono organizzazioni di beneficenza, associazioni per la difesa della natura, degli animali, ecc. Che cosa possono avere queste strutture di distruttivo, vi chiederete voi. Per vostra informazione personale, distruttivo è il fatto che esse comunque si nutrono della vostra energia, restando assolutamente indifferenti al vostro benessere e alla vostra felicità. Sollecitando a essere magnanimi con gli altri, vi propongono di rimanere indifferenti a voi stessi. Se ciò vi garba e vi sentite veramente felici facendo queste opere di bene, significa che avete trovato la vostra vocazione, il vostro pendolo. Qui, però, dovete essere onesti con voi stessi: non è che per caso indossate una maschera di virtù? Siete veramente disposti a offrire con sincerità soldi ed energia per il bene degli altri o non giocate piuttosto a fare beneficenza per apparire migliori?

Purtroppo, gli uomini assoggettati dai pendoli hanno disimparato a scegliere il proprio destino. Un uomo che ha libertà di scelta, infatti, acquista indipendenza. E i pendoli, dunque, non possono arruolarlo nelle loro file, fare di lui un membro. La nostra coscienza è a tal punto assuefatta al pensiero che il destino sia una sorte superiore, che spesso ci è difficile credere nella possibilità di scegliere semplicemente quel destino che più ci piace.

I pendoli hanno tutta la convenienza di tenere i loro membri sotto controllo, perciò inventano ogni sorta di mezzo per manipolare i propri servitori…

Anche il Transurfing può diventare un pendolo se si fa di esso un culto, un movimento o una scuola… si tratterebbe comunque di un pendolo assai originale: una comunità di individui preoccupati esclusivamente di costruire il proprio destino.



A questo proposito, ecco un compito per casa: quali pendoli, secondo voi, si possono considerare costruttivi?
-
La Battaglia dei Pendoli

L’ambiente in cui vive l’uomo è costruito sui pendoli, perciò tutte le sfere dell’attività umana sono caratterizzate dalla concorrenza…

Il nuovo, l’insolito, ciò che non viene subito capito, si fa strada sempre a fatica… Perché?

La causa principale sta nel fatto che i vecchi pendoli non hanno nessuna convenienza ad accogliere la comparsa di un nuovo pendolo, potenzialmente interessato ad attirare a sé i seguaci degli altri.

[...]

Non appena l’individuo si sintonizza sulla frequenza d’onda del pendolo, si instaura tra loro una interazione a livello energetico. La frequenza di emissione dell’energia mentale del seguace viene fissata e sostenuta dall’energia del pendolo. Si instaura una sorta di presa, di aggancio reciproco. Il seguace emette alla frequenza di risonanza del pendolo e quest’ultimo, da parte sua, gli somministra energia per mantenerlo assoggettato.

A livello ordinario tale interazione non si nota, non si discosta generalmente da un fatto ordinario.

I fili delle marionette

L’uomo cede energia al pendolo nel momento in cui emette energia alla frequenza di risonanza del pendolo… Si sa che la maggior parte dei pensieri e degli atti delle persone è un prodotto del subconscio. Sfruttando proprio questa qualità della psiche umana i pendoli riescono ad attingere energia non solo dai loro sostenitori, ma persino dai loro nemici accaniti.

[...]

Avete notato che i notiziari prevalgono generalmente brutte notizie? Questo tipo di notizie, infatti, scatena forti emozioni, ansia, paura, indignazione, rabbia, odio… Uno degli strumenti preferiti dai pendoli per garantirsi l’accesso alla vostra energia è quello di farvi perdere il controlloChi perde il controllo comincia a “vibrare” alla frequenza del pendolo, contribuendo con ciò stesso a farlo oscillare.

[...]

Il filo più forte che il pendolo può tirare per manovrarvi è il panico, la sensazione umana più ancestrale e potenteL’angoscia e l’ansia sono fili già un po’ più deboli, ma comunque resistenti. Queste emozioni fissano molto bene l’emissione di energia del pensiero alla frequenza del pendoloinfatti, se siete preoccupati per qualcosa, non potete concentrarvi su qualcos’altro… Anche il senso di colpa è uno dei grandi canali prioritari da cui il pendolo attinge energiaCe lo impongono fin dall’infanzia. E’ un ottimo mezzo di manipolazione: “Se sei in colpa, sei obbligato a fare quello che dico io”.

Il senso del dovere è un caso particolare del senso di colpa.

[...]

Degni di particolare attenzione sono i differenti complessi psicologici delle persone. Il complesso di inferiorità (non sono attraente, non ho talento né capacità particolari, non so socializzare, non mi merito nulla); il complesso di colpa (tutti mi giudicano, sono costretto a portare la mia croce); il complesso del guerriero (devo essere il migliore, dichiaro guerra a me stesso e a coloro che mi circondano, prenderò quello che mi spetta con la forza); il complesso dell’amante della giustizia (dimostrerò a tutti i costi che o ragione io e gli altri hanno torto).

Questi e altri complessi funzionano come personali chiavi d’accesso all’energia di singoli individui. Il pendolo, mettendo il dito sulla piaga giusta, attinge con forza all’energia dell’individuo

Le sensazioni e il coinvolgimento permettono di incanalare il flusso dei pensieri in una determinata direzione. Se un argomento non suscita né interesse né emozioni, è molto difficile concentrarsi su di esso. Per questo motivo i pendoli si ingegnano a catturare il flusso di pensieri dell’individuo toccando le corde dei sentimenti e dei bisogni…

Le abitudini agiscono da leva d’innesco del meccanismo di aggancio del pensiero, si pensi per esempio, all’abitudine di irritarsi o di preoccuparsi per inezie, di rispondere alle provocazioni e in generale di rispondere con una reazione negativa a un irritante negativo.

Liberarsi dalle abitudini, però è difficile. Esse creano una illusione di benessere, e l’uomo si appoggia a esse perché si fida di più delle situazioni note. Il nuovo suscita sempre diffidenza.

Ma può l’uomo liberarsi dai pendoli?
… Spesso succede che qualcuno si ribelli e reagisca apertamente contro il pendolo-asservitore. In questo duello, si noti bene,l’individuo esce sempre sconfittoUn pendolo può essere vinto solo da un altro pendolo. [...] Se ha deciso di disobbedire e incominciare una battaglia, finirà solo per perdere energia. Nella migliore delle ipotesi il sistema lo scaglierà oltre i suoi confini, nella peggiore lo schiaccerà.
… La colpa non sta nell’atto di per sé ma nella disobbedienza, nel rifiuto del seguace di continuare a fornire energia al pendolo. [...]
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Se l’emissione dell’energia mentale di un individuo si fissa su una determinata frequenza, costui si sposta sulla linea della vita corrispondente… Se il desiderio di evitare una determinata circostanza è molto forte, esiste una forte probabilità che l’indesiderata circostanza si verifichi. Lottare con tutte le proprie forze contro qualcosa che non volete equivale a investire energia affinché ciò si produca nella vostra vita. Affinché lo spostamento su linee indesiderate della vita si realizzi, non occorre necessariamente intraprendere delle azioni. Sono sufficienti i pensieri negativi, ben conditi da equivalenti emozioni.  


[...]

… Non appena vi lasciate penetrare dal negativo, vi imbevete di ostilità e cominciate a cullare questa sensazione, l’evento indesiderato troverà sicuramente il modo di materializzarsi nella vostra vita. L’unico modo per allontanare dalla propria vita gli eventi indesiderati è liberarsi dalla pressione del pendolo che si è impadronito della vostra energia mentale, non cedere alle sue provocazione e non farsi coinvolgere nel suo gioco.

[...]

… I pendoli vi pressano in misura proporzionale ai vostri tentativi di liberarvi dalla loro pressione. Potete ripetere all’infinito “Smettetela, lasciatemi in pace!”, e potrà anche sembrarvi di essere riusciti a liberarvi dalla loro influenza. In realtà, così dicendo, non fate che nutrirli della vostra energia e attaccarveli ancora di più.

[...]

… Ogni manifestazione di non accettazione è una emissione di energia in direzione del pendolo. Prima di capire cosa significhi scegliere bisogna imparare a rinunciare. Gli uomini, di solito, non hanno le idee chiare su quello che vogliono. Per contro, sanno benissimo che cosa non vogliono. Mirando a evitare cose o fatti indesiderati, molti agiscono in modo tale da ottenere esattamente il contrario.

Per rinunciare, bisogna prima accettare. Il verbo “accettare” qui non significa lasciar entrare dentro di sé, permettere un accesso, bensì riconoscere alle altre realtà il diritto di esistere e, fatto questo, lasciarsele alle spalle con indifferenza. 

[...]

 Come ci si può difendere dall’azione di un pendolo?

Facendo il vuoto.

Se sono vuoto, non offro agganciNon faccio il gioco del pendolo ma non cerco nemmeno di difendermi. Lo ignoro semplicemente. L’energia del pendolo, senza toccarmi, si diffonde e si disperde nello spazio. Il gioco del pendolo non mi preoccupa, non mi tange. Rispetto a lui io sono vuoto.

[...]

Se qualcuno vi infastidisce, provate a misurare su di lui il modello del pendolo distruttivo, probabilmente gli andrà a pennello. Se non riuscite a calmare l’importuno, provate semplicemente a non rispondere alle sue provocazioni, ignoratelo. Finché continuate a fornirgli la vostra energia lui non vi lascerà in pace.

Potete dargli energia sia direttamente, litigando con lui, sia indirettamente, odiandolo in silenzio. Smettere di fornirgli energia vuol dire non pensare a lui, toglierselo dalla testa. Provate a dire semplicemente a voi stessi: “Ma che se ne vada al diavolo!”

[...]

A estinguere un pendolo aiuta anche il senso dell’umorismo e l’immaginazione. Provate a mutare la vostra irritazione in gioco.

[...]

… L’abitudine a reagire negativamente di fronte a circostanze fastidiose funge da leva d’innesco del meccanismo di presa della vostra energia mentale da parte del pendoloQuest’abitudine verrà meno se comincerete a giocare a un gioco originale, basato sulla sostituzione a bella posta di sensazioni: invece della paura provate a manifestare sicurezza, invece di provare sconforto provate a sfoderare entusiasmo, al posto dell’indignazione esibite indifferenza e al posto dell’irritazione mostrate gioia. Provate a reagire almeno di fronte ai piccoli problemi in modo “non adeguato”. Che cosa avete da perdere?

[...]

Per ogni problema difficile esistono soluzioni facili.

La chiave per la risoluzione sta sempre in superficie, si tratta solo di vederla. Ma il pendolo, che ha creato il problema, ostacola la visione. 

[...]

I pendoli non sono per l’uomo un male assoluto, se egli agisce consapevolmente. L’uomo non può essere completamente libero dalla loro influenza. Si tratta solo di capire come non soggiacere all’influenza dei pendoli ma utilizzarli intenzionalmente, nei propri interessi. Il Transurfing propone a questo fine metodi concreti.

[...]

… Proprio i pendoli, alla fin fine, trasformano il sogno di una persona in realtà.

_________________
RIEPILOGO
- Il pendolo è creato dall’energia degli individui che pensano in una stessa direzione.
- Il pendolo è una struttura energetica d’informazione.
- Il pendolo fissa l’energia mentale del suo sostenitore alla propria frequenza.
- I pendoli lottano tra di loro per conquistarsi membri sostenitori.
- Un pendolo distruttivo impone ai suoi membri sostenitori fini a loro estranei.
- Il pendolo gioca con i sentimenti delle persone e le attira nella sua rete.
- Se voi non volete fortemente qualcosa, lo avrete nella vostra vita.
- Svincolarsi dal pendolo significa farlo uscire dalla vostra vita.
- Farlo uscire dalla vostra vita significa non evitarlo ma ignorarlo.
- Per estinguere un pendolo bisogna rovinare lo scenario del suo gioco.
- Una visualizzazione benefica estingue morbidamente un pendolo-persona.
- L’energia del pendolo estinto si trasferisce a voi.

{TRATTO DALLA TRILOGIA Reality Transurfing)

           

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Per un ulteriore e ottimo approfondimento leggere questo estratto di Salvatore Brizzi

3 commenti:

  1. ho letto con interesse tutto l'articolo(nello specifico avevo già letto uno dei libri che parlano dei pendoli che avevo letto circa 2 anni fà) cogliendone dei particolari molto sottili che mi hanno riconfermato la validità dei principii in esso contenuti. Anche grazie alla lettura di quel libro sono uscito da un fortissimo pendolo che mi aveva attratto e trattenuto per ben 18 anni dentro la sua sfera di influenza togliendomi tanta energia, potere personale, stima di me stesso. Il pendolo in cui ero caduto si travestiva da "GRUPPO DI CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE" ed io mi ero immolato ad esso quasi come "capro espiatorio"; chi conduceva il gruppo, usava le mie "confessioni" condivise a lui personalmente o al gruppo per far leva sul mio "naturale" senso di colpa additandomi, di fronte a tutto il gruppo come "peccatore" recidivo ecc. ecc."arricchendosi" dei miei soldi e del mio potere . Il capitolo del libro sul senso di colpa è stato per mè molto illuminante ...

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  2. Molto interessante, sopratutto sui vampiri emotivi ''Genitori'' io stesso provengo da una madre Vampiro Emotivo e ho sofferto tantissimo fin che me ne sono andato di casa Grazie al Dio. Ora che ho 30 anni dopo aver letto diversi testi compresso Transufing ho capito tutto... Consiglio Vivamente ''IL GIOCO DELLE EMOZIONI''del maestro Osho. Grazie di cuore a tutto lo staff dell sito

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    Risposte
    1. MI SONO AMMALATA PRIMA DI INDIVIDUARE LA MADRE VAMPIRO .
      QUANDO STAVO MALE , ERO TROPPO PICCOLA PER CAPIRLO E REAGIRE . SONO SOPRAVVISSUTA E OGGI L HO SCOPERTA , MA E' PASSATO TANTO TEMPO PER CAPIRE PERCHE' NELLA MALATTIA CI SONO SOLTANTO I MEDICI TRADIZIONALI .

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